“Al centro dei miei pensieri, c’è Lignano”

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Foto Augusto Bizzi

Iniziare l’anno guardandosi indietro può essere cosa piacevolissima, specie se l’anno che si è concluso è un anno come ha saputo essere il 2019. Per il CT Riccardo Vernole, per tutta l’Italia del nuoto paralimpico, un anno incredibile: semplicemente, incredibile. Culminato, e mai ci stancheremo di ricordarlo, con la vittoria nel medagliere ai Mondiali di Londra. “Appagati? Macché”. Il CT Vernole quella parola nemmeno la vuole sentire. “No – continua – non siamo appagati: anche se quel momento, quel momento lì, il momento dopo la penultima gara quando abbiamo capito che avremmo vinto il medagliere, quello resterà per sempre. Però un secondo dopo cambia tutto, e il pensiero va subito a quello che c’è da fare per restare su questi livelli”.

E perché?
Perché ora tutti ci guardano. E ci guardano esattamente come io guardavo gli altri nel 2009: guardano per capire come batterci.

Lignano. Quanto sarà importante quest’anno?
Moltissimo, perché sarà l’evento fondamentale in vista delle Paralimpiadi di Tokyo. Le World Series saranno importanti per qualcuno in vista delle qualificazioni, per altri come preparazione agli Europei e alle Paralimpiadi. A Lignano cercherò delle conferme guardando sia a breve termine che per il futuro prossimo . Conferme per gli atleti già affermati, ma anche e soprattutto per chi ancora non è conosciuto ai più e potrebbe strappare un biglietto per gli Europei di Funchal o addirittura per le Paralimpiadi.

Tre edizioni: non male, vero?
Il fatto di essere arrivati al terzo anno è un motivo di orgoglio: la prima edizione era una sfida, la seconda è stata quella della conferma, la prossima edizione sarà quella della certezza. C’è ancora tanta strada da fare, ma allo stesso tempo ne abbiamo fatta molta: con un valore chiaro e condiviso da tutti, il valore dell’etica del lavoro.

Cosa sarà, per il CT, la settimana di Lignano?
Il momento più importante da qui a Tokyo, il centro del mio lavoro, un pensiero fisso: e, credetemi, non sto esagerando. Credo che per molti aspetti sarà più importante Lignano rispetto all’Europeo di Funchal, al di là del fatto che in quella settimana avremo modo di stare tutti insieme, di stare bene, e di affrontare gli atleti più forti. Lignano è davvero come un piccolo villaggio olimpico con il “plus” dell’accoglienza tutta italiana.

Facile chiederle cosa si aspetta dal 2020…
Ci attendono tutti al varco, le aspettative sono enormi ma noi non ci nascondiamo. Confermarsi è difficilissimo, ma andremo a Tokyo con una squadra forte e numerosa: diciamo che mi aspetto una Paralimpiade migliore rispetto a quella di Rio.

E poi?
E poi chiedo di continuare, sempre di più, sulla strada che abbiamo intrapreso: quella di uno scambio continuo e costante tra FINP e FIN. Abbiamo aperto una via importante: il nostro Raimondi andrà a fare un collegiale a Livigno con la FIN, mentre Rachele Bruni che ha vinto l’argento a Rio nella 10 km acque libere si sta allenando presso la piscina della Fondazione Santa Lucia, dove troverà l’acqua a una temperatura simile a quella che ci sarà a Tokyo. Questo è molto, molto importante: per la prima volta il Paralimpico si metterà a disposizione dell’Olimpico. Questa, è la via.

Ci saranno sorprese il giorno delle convocazioni?
Diciamo che stiamo monitorando un paio di atleti ancora sconosciuti. Chissà…

Francesco Caielli

Categorie: Blog

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