Alice Tai: “Lignano, una piccola Paralimpiade”

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Impossibile non notarla. Fuori dall’acqua, unica nel suo modo di prendere la vita mai troppo sul serio e nel suo sorriso. In acqua, unica nell’andare fortissimo. Alice Tai è una delle stelle della nazionale inglese di nuoto paralimpico: ai mondiali di Londra ha fatto incetta di medaglie, giusto qualche mese fa è stata nominata Atleta Paralimpica dell’anno dal prestigioso Sunday Times. E sarà una delle stelle che, dal 27 febbraio al 1 marzo prossimi animeranno le World Series di Lignano.

Abbiamo fatto una chiacchierata con lei. Piacevolissima…

Alice: sta per iniziare una stagione molto ricca di impegni: i campionati europei, le Paralimpiadi di Tokyo. Che cosa hai scritto nella lettera a Babbo Natale per il 2020?
Nel prossimo anno spero di continuare ad andare forte, ancora più forte, ancora più forte. Conto di allenarmi bene per prepararmi ai Campionato Europei e alle Paralimpiadi di Tokyo (sì, le Paralimpiadi saranno ovviamente l’obiettivo più importante…). E poi chiederò a Babbo Natale di aiutarmi con lo studio: di passare bene i miei esami e… di non stressarmi troppo!

Nel 2020 ci saranno anche le World Series di Lignano. Quanto sarà importante l’appuntamento in Italia?
Le gare di Lignano saranno il modo migliore per iniziare la mia stagione agonistica del 2020. Poi avrò la possibilità di sfidare Xenia Palazzo, che sarà la mia avversaria più temibile agli Europei e a Tokyo…

Ma cos’ha di così speciale Lignano?
Adoro il villaggio, dove tutto lo staff e gli atleti vivono insieme e stanno a contatto: è un po’ come un piccolo villaggio olimpico. E poi è bellissimo avere il mare così vicino: io sono nata e cresciuta in riva al mare e adesso che vivo a Londra mi manca così tanto la possibilità di avere il mare così vicino.

La Nazionale Italiana ha battuto tutti ai Mondiali di casa tua, a Londra: ti aspettavi un risultato del genere?
Credo sia stata una sorpresa per tutto il mondo, perché l’Italia non aveva mai vinto un medagliere prima di Londra! Quest’anno ho avuto la possibilità di conoscere bene alcuni atleti azzurri, quindi sapevo bene quanto fossero pronti per i Mondiali e quanto fossero forti. E credetemi, sono davvero felice per i risultati che hanno centrato.

Secondo te, come hanno fatto a diventare così forti?
La cosa più importante che ho notato nella squadra italiana è la loro passione, una passione per questo sport che accomuna tutti gli atleti: una passione per il nuoto, ma anche per la loro squadra e per i successi dei compagni. Vederli da fuori è bellissimo. A partire da Londra 2012 l’Italia è cresciuta sempre di più, ed è bello vedere quanto sia cresciuto il movimento. E poi, certo: per vincere servono gli atleti forti: e all’Italia non mancano!

Guardando ai Mondiali di Londra, qual è stata la gara più bella?
Per quanto mi riguarda, la gara che mi è piaciuta di più è stata la vittoria nei 400 metri stile libero: per me è la gara più dura, ed essermi portata a casa una medaglia d’oro con il mio miglior tempo dal 2014 ha significato tantissimo per me. Ma se devo guardare a tutti i Mondiali, credo che la gara simbolo sia stata quella del 100 metri farfalle S9: quando Simone Barlaam e Federico Morlacchi hanno vinto insieme. E’ stato qualcosa di pazzesco, io non riuscivo a smettere di sorridere…

Parliamo di Alice: quando hai iniziato a nuotare, e perché?
Ho iniziato a nuotare quando ero piccolissima per due ragioni: vivevo sul mare e i miei genitori volevano che in acqua fossi sicura e sapessi nuotare bene, e poi per la mia riabilitazione. Fino all’età di 12 anni ho subito 14 operazioni e per la maggior parte del tempo non potevo caricare peso sulle mie gambe. Ho fatto tanta terapia in acqua per restare in attività e in movimento. Nel 2009 mi sono tesserata per una società di nuoto e nel 2010 sono stata classificata: da quel momento sono impazzita per il nuoto, e sono finita a fare le Paralimpiadi.

Che cos’è l’acqua per Alice?
Per me acqua equivale a libertà: in acqua non devo pensare a quello che non posso fare, ma solo a quello che posso fare. L’acqua mi ha dato la possibilità di conoscere persone meravigliose e ha regalato alla mia vita delle opportunità uniche. L’acqua è qualcosa che ci serve per vivere: e per me questa cosa è vera sia dal punto di vista metaforico che da un punto di vista letterale.

Sappiamo che ami molto l’Italia: dicci tre cose che ti piacciono del nostro Paese.
Per prima cosa, il cibo: incredibile. Mi piace la vostra lingua (non la parlo ancora benissimo, ma ci sto lavorando…). E poi mi piace la gente: sono venuta in Italia per la prima volta nel gennaio del 2019 e ho conosciuto persone che hanno influenzato la mia vita in maniera estremamente positiva.

Il piatto preferito, la canzone, il libro più bello mai letto.
Allora: sono ossessionata dagli Apple Pie, e da tutto ciò che contiene i broccoli. La canzone: al momento mi piace “Adore you” di Harry Styles, ma anche “In the mood” di Glenn Miller è una delle mie preferite. Ultimamente non sto leggendo molto, ma ora ho ripreso: sto leggendo “Big sister, Little sister” di Jung Chang: è la storia di tre donne nella Cina del ventesimo secolo. Molto interessante.

La persona più importante della tua vita.
Attualmente, probabilmente è il mio allenatore Dave. Lui c’è sempre per aiutarmi, e mi aiuta a migliorare.

Facci un saluto a tutti i tifosi italiani, e dai loro appuntamento a Lignano!
Ciao a tutti! Prima di tutto, grazie per aver letto questa mia intervista. A febbraio sarò a Lignano per gareggiare alle World Series, insieme ad alcuni tra i più forti atleti del mondo! Sarà un grandissimo evento e io non vedo l’ora di tornare in quella piscina, pronta a nuotare!

Francesco Caielli

Categorie: WPSitaly_2020

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