“Con voi per imparare”

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Gesti. Pensieri. Azioni. Convinzioni. Cose capaci di fare la differenza, uomini capaci di guardare oltre, aziende capaci di essere qualcos’altro. Dietro alla storia di oggi c’è Aboca: una realtà che è riuscita a coronare il sogno di curare le persone rispettando il pianeta, il sogno di una sostenibilità reale e non di facciata. Una realtà che è vicina al mondo del nuoto paralimpico e vicina alla tappa di Lignano delle World Series, con i nostri atleti che potranno provare e apprezzare i suoi prodotti. Non una vicinanza di comodo, non un modo semplice per lavarsi la coscienza, no: un gesto figlio di una modo diverso di fare azienda.

“Noi – ci racconta il amministratore delegato Massimo Mercati – diamo un piccolo aiuto, che ci piacerebbe si traducesse in un sentimento di grande vicinanza nei confronti di questi ragazzi. Spesso si dice che quando si ha a che fare con queste realtà si impara molto, ed è più quello che si riceve rispetto a quello che si dà. La verità è che questa non è una frase fatta, la verità è che è proprio così”.

Come siete entrati in contatto con questa realtà?

Grazie alla nostra voglia di imparare, sempre e ogni giorno. E grazie al nostro modo di intendere il lavoro quotidiano, l’essenza di Aboca. Siamo nati con il desiderio di rinsaldare e facilitare il contatto tra uomo e natura, convinti del fatto che tutto ciò che è naturale debba avere dei vantaggi: questa filosofia ci obbliga a un costante lavoro di ricerca. E in questa ricerca abbiamo incrociato, in occasione di un nostro corso di formazione interno, Riccardo Vernoli: il CT della nazionale di para swimming.

E cosa è successo?

Abbiamo parlato di gestione del gruppo, della gestione delle energie. Riccardo ci ha raccontato il suo percorso, ci ha parlato di disabili che però ha chiamato atleti, ci ha detto della sua esperienza in mezzo a loro. Ed ecco che quel mondo, il mondo dello sport per disabili, è entrato a far parte della nostra vita: naturalmente, perché è diventato parte di una visione e di un modo di pensare.

E quale?

Non si parla di disabilità, o meglio: non se ne parla dal punto di vista fisico o “sanitario”. Il disabile è una persona che vive nel suo contesto, la disabilità è un tema sociale che va affrontato nel modo più corretto.

Quale sarebbe, secondo voi, il modo corretto?

Di sicuro lo sport è un veicolo fondamentale, unico. Aboca non lavora con lo sport, non abbiamo mai voluto farlo perché oggi nello sport conta esclusivamente il raggiungimento del risultato a tutti i costi, a prescindere dal modo in cui questo risultato viene raggiunto. Invece qui, in quella piscina di Lignano, viene ribaltato tutto.

Perché?

Perché lo sport è qualcosa che fa vivere meglio chi lo pratica, perché il risultato sportivo è solo un premio accessorio di qualcosa che è molto più importante: il risultato sociale, l’integrazione, il benessere fisico e psichico. Ed ecco che questi sono i nostri valori, i valori di Aboca: i valori che ci spingono, quelli che ci hanno fatto fare un passo importante e diventare una “società benefit”, i valori in cui crediamo.

Contento, quindi, dell’esperienza che state facendo?

Molto. E’ un’esperienza forte, che ci consente di riflettere sul “perché” di quello che viviamo e ci permette di trarre delle esperienze: esperienze reali, risultati reali. Che è necessario ci siano, altrimenti non avrebbe senso esserci.

 

Francesco Caielli

Categorie: WPSitaly_2019

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